82 kg di cibo per abitante in Slovenia finisce nella spazzatura

Gospodinjstva so odgovorna za drugi največji delež odpadne hrane.

Gli ambiti domestici sono al secondo posto per cibo buttato via.

Komunala Koper spodbuja občane k odgovornejšemu ravnanju s hrano.

L’azienda pubblica Komunala di Capodistria sollecita i cittadini a un comportamento più responsabile nei confronti del cibo. Foto: Valens

Molto cibo viene buttato via prima ancora che arrivi nelle industrie alimentari e nei negozi poi. Al secondo posto siamo noi, i consumatori finali.

Più di un quinto (il 22 %) dei nuclei famigliari nel sondaggio di “Ecologi senza frontiere” stima di buttare via circa un quarto di chilogrammo di cibo al giorno. Il più delle volte si tratta di cibo andato a male o che ha superato la data di scadenza (soprattutto pane, dolci, frutta e verdura).

Le aziende comunali slovene hanno lanciato l’iniziativa “Insieme per una società migliore”. Hanno cercato di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema del cibo buttato via allestendo delle bancarelle sulle quali si trovavano 82 chilogrammi di cibo, quanto ne butta via in media ogni abitante.

Gli uni affamati, gli altri obesi

Mentre sempre più persone soffrono la fame, nell’immondizia finisce sempre più cibo ancora commestibile. Questo paradosso non è tipico solo della Slovenia ma di tutto il mondo. Nonostante tutto, la quantità di cibo buttato in percentuale è la stessa nei Paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo.

Nell’Unione europea si buttano via ogni anno 90 milioni di kg di cibo, ossia 180 kg per abitante, come stimato dalla Commissione europea. Nel documento “Tabella di marcia verso le risorse – per un’Europa efficiente” (“Roadmap to a resource - efficient Europe”) si è posta il traguardo di dimezzare entro al 2020 questo quantità.

Diventiamo più responsabili

Con alcuni piccoli ma importanti accorgimenti ognuno di noi può fare la propria parte nel diminuire la quantità di cibo buttato via e nella sua ridistribuzione più equa.

Iniziamo con il pianificare i pasti e quello che compriamo, impariamo a usare gli avanzi. Lo stesso dovrebbero fare i commercianti nel campo della distribuzione e della vendita delle derrate alimentari.

Un esempio positivo ce lo danno i piccoli negozianti, come i panifici che offrono il cibo non venduto alle organizzazioni umanitarie.

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