La balena Leonora, lunga più di tredici metri levita nella sala per le mostre temporanee. Foto: Matej Rodela
La balena Leonora, lunga più di tredici metri levita nella sala per le mostre temporanee.

Il Pesce Luna e la balenottera comune al Museo di storia naturale

Il biologo marino Lovrenc Lipej sta in piedi su una barca che oscilla, sulla testa un cappello nero da pescatore. Guarda il mare sotto i suoi piedi dove galleggia il cadavere di una balenottera di 13 metri.

La caracassa della balena è stata sommersa sul fondo marino dove si decomponeva per dieci mesi.

La caracassa della balena è stata sommersa sul fondo marino dove si decomponeva per dieci mesi. Foto: Matej Rodela

La balena Eleonora

La balena Eleonora Foto: Matej Rodela

La costola di una balena, proprietà del museo di Scienze naturali già da cento anni.

La costola di una balena, proprietà del museo di Scienze naturali già da cento anni. Foto: Matej Rodela

La costola e la vertebra sono state preparate con metodi antichi, perciò il grasso delle ossa si è ossidato incominciando a emanare cattivi odori gocciolando dalle ossa.

La costola e la vertebra sono state preparate con metodi antichi, perciò il grasso delle ossa si è ossidato incominciando a emanare cattivi odori gocciolando dalle ossa. Foto: Matej Rodela

Il Pesce Luna è ammarato lo scorso agosto davanti a Isola.

Il Pesce Luna è ammarato lo scorso agosto davanti a Isola. Foto: Matej Rodela

L'ossario più grande è esposto nel diorama di mare, dovo sono in mostra le creature marine del mare Sloveno.

L'ossario più grande è esposto nel diorama di mare, dovo sono in mostra le creature marine del mare Sloveno. Foto: Matej Rodela

»Balaenoptera physalus,« dice e continua “è deceduta circa due mesi fa, forse anche prima. Probabilmente non nel nostro mare ma è stata portata dalle correnti nelle nostre zone”. La balena soprannominata Leonora è stata scoperta il 10 marzo del 2003 nel Vallone di Pirano, una decina di metri dalle coste di San Bernardino. Oggi appare molto diversa da allora.

Dopo il lungo procedimento di imbalsamazione e molti anni nel magazzino possiamo finalmente rivedere il suo scheletro nel Museo di storia naturale a Lubiana. Le ossa sono state per molti anni conservate nel magazzino del museo anche perché hanno pianificato di metterle in mostra come ci spiega il dr. Staša Tome: “Visto che la cosa non si era sbloccata abbiamo deciso di esporre lo scheletro di Leonora nellʼunica stanza a disposizione che fosse abbastanza grande. Questa è la stanza per le esposizioni temporanee. Da prima abbiamo preparato una mostra sulle balene con il nome di La morte misteriosa di Leonora. Ora invece è pronta la mostra con il nome di Viva lʼevoluzione dove Leonora fa la sua bella figura visto che rappresenta lʼevoluzione degli animali che hanno vissuto sulla terra ferma prima di fare il loro ritorno in mare”.

All'inizio volevano bruciare Leonora

Torniamo qualche anno indietro. Il motivo della morte di Leonora non è stato appurato. Dalla scoperta del cadavere si è combattuta una battaglia contro il tempo per compilare la documentazione necessaria e per reperire i mezzi per preparare la carcassa, dato che l’ENPAV voleva bruciare i resti della balena in quanto si trovavano in uno stato di avanzata decomposizione. “A tutto ciò si è aggiunto anche il maltempo che ha causato non pochi guai. La carcassa dell’animale è stata coperta con un grande telo il quale è stato fissato con dei pesi e al quale sono stati fatti dei buchi affinché i gas della decomposizione potessero fuoriuscire. Alla fine è l’animale stato inabissato in fondo al mare. Dopo tre mesi è stato tirato su per la mandibola. Lo scheletro è stato poi pulito in dieci mesi”.

La squadra di sommozzatori guidata da Ugo Fonda ha effettuato dei controlli della carcassa una volta al mese. Il Museo di storia naturale ha documentato il tutto in una pubblicazione nella quale si legge:

Ad aprile la balena era ancora distesa sul fianco destro tenuta giù dalle zavorre di cemento, a maggio nella parte inferiore dello stomaco si sono creati dei gas così che la parte centrale della carcassa si è alzata dal fondale marino. Anche se sapevamo che il corpo non sarebbe riemerso del tutto abbiamo comunque fatto dei buchi affinché i gas potessero uscire.

A giugno la carcassa ha cominciato a decomporsi ancora più velocemente. La pelle era già quasi sparita ed era possibile in alcune parti vedere i muscoli e i tendini. Il cranio era già nudo, solo nella parte del collo restavano ancora parti di tessuto organico.

Il grasso è stato tolto dalle ossa per eliminare i cattivi odori

Lo scheletro è stato fatto riemergere gradualmente e alla fine è toccato al gigantesco cranio. La parte della conservazione delle ossa era assai importante ma non cʼera molta letteratura sul come fare. Il manuale del museo descrive accuratamente come salvare e imbalsamare dei mammiferi ma non spiega come fare con animali più grandi di un elefante. Hanno deciso di mettere le ossa in una vasca con dellʼacqua dolce così da togliere tutto il sale. Per togliere il grasso contenuto nelle ossa delle balene e far sì che galleggino meglio le hanno sommerso nel diclormetano. Il grasso avrebbe cominciato a puzzare. Questo è accaduto con una vertebra e una costola che si trovano nella collezione del museo già da molti decenni. La costola faceva parte di una balena che si era arenata dalle parti di Castel Venier vicino a Zara nel 1914 ed è stata donata al museo nel 1954 dal professor Žitnik. La costola è di origine ignota. “La vertebra e la costola della balena fanno parte della nostra collezione già da molto tempo, forse circa 100 anni. È stata imbalsamata alla vecchia maniera, ovvero le è stata rimossa la carne e il grasso dalle ossa. Non hanno però tolto il grasso dalle ossa stesse il che rende le balene più galleggianti. Questo grasso con il passare del tempo ossida e si crea una acido che logora le ossa per non parlare della puzza e del fatto che comincia a colare dalle ossa un specie di lerciume”.

Le ossa di Leonora sono state infine unte con unʼemulsione. Lo scheletro è stato imbalsamato alla fine del estate del 2005 a circa due anni dal ritrovamento, dopodiché è stato posto in un magazzino fino al 2011 per mancanza di spazio. È stato esposto nella stanza per le esposizioni temporanee e poi rimesso nel magazzino fino a questʼanno. Potete vedere Leonora allʼinterno della mostra chiamata »Viva lʼevoluzione«. La visione di un animale così grande appeso al soffitto è una cosa impressionante. Dopo qualche minuto però gran parte dei visitatori nota due piccoli ossi che si trovano dove una volta cʼera lo stomaco, ci spiega il dr.Tome: “Questi sono i resti degli arti inferiori delle balene che dopo che sono ritornate a vivere nei mari si sono atrofizzati. Sono rimaste solo queste due ossa che si trovano allʼinterno dei muscoli”.

Leonora è una delle tre balene che hanno lasciato il segno nel nostro mare. Lʼarchivio di Pirano conserva documenti risalenti al 1555 che dimostrano che un Capodoglio si è arenato nelle saline di Sicciole. Nel 2009 ha visitato i nostri mari una giovane balena boreale. Questa specie è stata avvistata nel nord dellʼAdriatico solo due volte.

Alla balena si è aggiunto il Pesce Luna

Dentro al Museo di storia naturale oltre allo scheletro della balena si è aggiunto un altro esemplare di animale in pericolo di estinzione. Nel agosto dellʼanno scorso a Isola si è arenato un pesce di dimensioni di un metro per un metro che non assomigliava a nessun tipo di pesce conosciuto in questi mari. Senza collo e con delle pine inusuali ricorda più un mostro che un pesce. I pescatori hanno infatti scoperto un Pesce luna o mola mola, si tratta di una specie protetta che può crescere fino a due metri di lunghezza e larghezza. Il mola mola è il più grande pesce osseo al mondo. Essendo per legge una specie protetta è stata donata al Museo di storia naturale dove hanno deciso di imbalsamarla. »Questo pesce è stato fatto imbalsamare a un museo straniero visto che era in pessime condizioni, se no avremo dovuto congelare il pesce in un blocco di ghiaccio per conservare la forma e le pinne.

Il mola mola è esposto in un diorama marino dove gli fanno compagnia imbalsamati la tartaruga caretta e pesci che sono soliti nel nostro mare. ”L’esemplare di Pesce luna da noi esposto non è il più grande perché questi esseri possono arrivare a pesare fino a 1,6 tonnellate e possono crescere fino a 2,6 metri di lunghezza e larghezza. Il nostro esemplare è grande circa un metro. Fa parte della famiglia dei pesci ossei ma in alcune parti al posto delle ossa ha la cartilagine per essere più leggero e per poter crescere così grande”.

Il servizio su Radio Slovenia 1:

Fino ad oggi sono stati segnalati dalle nostre parti dieci avvistamenti di esemplari di Pesce luna che solitamente vive in mari profondi fino a 400 metri. Molte volte si posiziona sul fianco in superfice e nuota con la corrente. Purtroppo molte volte quando gli animali si trovano in questa posizione vengono colpiti dalle navi che le feriscono a morte. Per via della pinna dorsale viene molte volte scambiato per un pesce cane. Il mola mola fa parte del gruppo dei Tetraodontiformes che è un ordine dei pesci ossei. Anche se la sua carne contiene il veleno tetrodotossina in alcune parti del mondo viene considerata una prelibatezza. ”Per questo sono vietate nell’Unione europea. Sono invece delle prelibatezze in Giappone e Taiwan e in alcuni altri paesi. Apparentemente il veleno non da fastidio a quelle persone” conclude il dr. Staša Tome.

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