Gli alluni testano l'elettromotore, con il quale il sottomarino naviga sottacqua, nelle soline di Siciole. Foto: Calypso
Gli alluni testano l'elettromotore, con il quale il sottomarino naviga sottacqua, nelle soline di Siciole.

CALYPSO: Il batiscafo da ricerca che viene costruito dagli allievi di un ginnasio sloveno

Agli allievi del Ginnasio Vič piacciono le sfide anche al di fuori delle mura delle aule scolastiche. Alcuni anni fa hanno costruito una sonda atmosferica che aveva varie tipologie di sensori con un paracadute e anche un pallone allʼelio che hanno mandato

Gli alunni per il loro lavoro non ottengono punti aggiuntivi, bonus o voti. La costruzione del sottomarino non fa parte degli obblighi scolastici.

Gli alunni per il loro lavoro non ottengono punti aggiuntivi, bonus o voti. La costruzione del sottomarino non fa parte degli obblighi scolastici. Foto: Calypso

Gli alunni costruiscono da soli le varie parti del sottomarino.

Gli alunni costruiscono da soli le varie parti del sottomarino. Foto: Calypso

Per ora il sottomarino è solo un tubo di alluminio che al suo interno nasconde le componenti elettroniche.

Per ora il sottomarino è solo un tubo di alluminio che al suo interno nasconde le componenti elettroniche. Foto: Calypso

Al proggetto collaborano 40 alunni suddivisi per gruppi.

Al proggetto collaborano 40 alunni suddivisi per gruppi. Foto: Calypso

Il sottomarino viene costruito in una piccola officina stretta tra aule e corridoi. Tra le grandi finestre i passanti possono curiosare e seguire il lavoro svolto dagli allievi. In mezzo allʼofficina, su un cavalletto, è appoggiato un tubo in alluminio. Questo è il corpo del sottomarino, ci spiega il professore Rok Capuder mentre con una mano accarezza il tubo: ”Si tratta di un tubo lungo un metro con un diametro interno di 20 cm e un diametro esterno di 23 cm. Nella parte esterna sono sistemati sei elettromotori. Essi permettono al sottomarino di muoversi in ogni direzione e di immergersi. Il sottomarino ha un galleggiamento neutrale il che significa che lʼimmersione e l’emersione sono eseguite esclusivamente usando gli elettromotori”.

I motori sono già stati testati su un guscio più piccolo con buoni risultati. Al momento sono in un periodo di rigorosi test sulle parti elettroniche. Con il sottomarino vogliono fare molto di più, non solo dimostrare di avere l’abilità e la preparazione necessaria per costruirlo: ”Il sottomarino è mezzo di di ricerca. Con esso vogliamo come prima cosa esplorare il mare sloveno. Viste le sue possibilità tecniche potremo esplorare il mondo sottomarino di tutto lʼAdriatico. Il batiscafo può immergersi fino a un chilometro di profondità il che ci consente di esplorare il 90% del mare Adriatico. Il tutto dipenderà se riusciremo a trovare i finanziamenti necessari. Penso che una volta che il tutto sarà finito non ci saranno problemi di questo tipo”.

La spesa più grande è rappresentata dal cavo di alimentazione attraverso il quale gli allievi potranno gestire il sottomarino. Il cavo deve avere un galleggiamento neutrale il che è difficile da raggiungere. “Visto che noi non siamo in grado di costruire un cavo del genere lo prenderemo in prestito. Fino a profondità che arrivano ai 100 metri possiamo utilizzare cavi di nostra produzione. Molto del loro tempo gli allievi lo spendono per la costruzione del sottomarino e dunque non hanno ancora deciso le zone che vorrebbero esplorare”.

Gli allievi per il loro lavoro non sono ulteriormente premiati

Gli allievi costruiscono il sottomarino nel loro tempo libero. Urša Primožič che frequenta il terzo anno si è unita al progetto perché ci lavoravano già i suoi amici. È comunque interessata alla tecnica e alla scienza:» In pratica ognuno si occupa di quelle cose nelle quali è più bravo. Ci sono diversi aspetti del progetto come per esempio la programmazione oppure la costruzione del sottomarino, poi abbiamo gli aspetti tecnici come il lavoro con il tornio e cose simili ed infine cʼè chi si occupa della promozione del progetto e della raccolta fondi. Il tutto rigorosamente svolto dagli allievi”. Gli allievi stanno costruendo il loro sottomarino con molto successo visto che hanno vinto il concorso dei fondi KD e hanno vinto dieci mila euro di premio come ci spiega Urša. »Ora sono alla guida del team che prepara la promozione del progetto il che è la cosa che mi da più soddisfazioni. Verrei a lavorare anche durante i weekend, non solo per il lavoro ma soprattutto per il fatto di poter stare in compagnia con gli amici. Siamo un gruppo affiatato con molte persone che hanno molte conoscenze e possono insegnarti tante cose”.

Quelli che collaborano al progetto dallʼinizio hanno accumulato in questi anni molto sapere e possono alla fine del percorso di studio al ginnasio anche tramandarlo a chi vuole imparare. In questa posizione si trova anche Lana Avsenik-Žibrat: “Il lavoro è suddiviso in gruppi che si occupano di una certa parte. Gli allievi più grandi che collaborano al progetto da più tempo sono a capo dei diversi gruppi. Io sono al terzo anno e sono a capo del gruppo che usa il tornio. Al momento stiamo fabbricando le strutture attraverso i quali la parte interiore del guscio del sottomarino sarà collegata ai motori. Prima di questo abbiamo costruito delle camere di compressione dove abbiamo testato i queste strutture particolari”. Purtroppo, la collaborazione al progetto non le ha facilitato la scelta di cosa fare una volta finito il ginnasio.

Ci sono ragazzi di età diversa e anche ai più giovani vengono affidati compiti importanti. Vid Klopčič è un allievo del secondo anno e si occupa della programmazione. “Mi assicuro che tutto funzioni bene quando useremo il sottomarino come il controllo della velocità del motore, lʼaccensione delle luci, la possibilità di leggere la strumentazione di bordo e stabilizzare il sottomarino. Mi occupo anche dell’interfaccia utenti con il quale potremmo avere un 'live stream' dalla telecamera installata sul sottomarino che ci permetterà di controllarlo”.

I fondali marini sono studiati meno rispetto alla superficie di Marte

Nonostante lʼumanità ambisca a trovare nuovi mondi nello spazio ci sono posti inesplorati sulla terra. Per questo gli allievi del Ginnasio Vič hanno deciso di andare nelle profondità del mare, come ci spiega il professor Capuder: “La superfice di Marte è meglio esplorata del mondo marino. Lʼoceano rappresenta un mistero e le profondità sono luoghi difficili da esplorare ma proprio per questo vogliamo farlo. Vorremo raccogliere parametri ecologici come la pressione, la temperatura, la salinità, la conduttività dellʼacqua, lʼossigeno disciolto e se riusciremo ad avere un sensore vorremo misurare anche la concentrazione di mercurio nellʼacqua”.

Il progetto ha così anche una nota ambientalistica. A questo progetto lavorano allievi dai 14 ai 18 anni d’età, i quali per questo lavoro non sono ricompensati e non ricevono voti o altri bonus. Il tutto viene svolto al di fuori dellʼorario delle lezioni. Il progetto è diretto dal professor Capuder che è convinto che la scienza è alla portata di tutti. “Crediamo che la scienza e la ricerca non siano una cosa solo per i grandi istituti di ricerca ma che se si ha la voglia di fare si può costruire un prodotto tecnico di buon valore nonostante la situazione economica e industriale nella quale ci troviamo. Credo ci stiamo riuscendo bene”.

Il sottomarino vengono construiti con materiali di qualità

Malgrado il duro lavoro non tutto va secondo i piani. Scherzando Vid ci dice che a volte si fermano a un punto per mesi. “Abbiamo un sacco di problemi perché abbiamo i timoni non testati per i motori e abbiamo impiegato sei mesi per farli funzionare. Ieri finalmente siamo riusciti a far funzionare tutti e sei i motori contemporaneamente. Eravamo tutti molto felici. Penso che stiamo finendo il lavoro sul funzionamento dei motori. Ora bisogna costruire il PLC che ci farà avere il video dal sottomarino e così potremmo manovrarlo al meglio.” In una parte del sottomoarino si è verificato anche un caso di autocombustione di una parte importante del sottomarino aggiunge il professor Capuder: ”In estate siamo andati a testare i motori nel Litorale sloveno e abbiamo avuto problemi con l’alimentatore. Abbiamo pensato di risparmiare e abbiamo acquistato un pezzo ad un prezzo molto conveniente da un produttore cinese. Questo pezzo poi è andato a fuoco. Siamo stati fortunati che non abbia preso fuoco anche l’automobile con la quale viaggiavamo. Ci è servito da lezione e ora sappiamo di doverci rivolgere a produttori più affidabili”.

I giovani non sono apatici, hanno solo bisogno di motivazione

Gli allievi del Ginnasio di Vič sono dunque dei giovani atipici in un mondo dove essi sono visti come dei fannulloni che stanno tutto il giorno dietro ai social network. Il professor Capuder ha una sua opinione in merito: ”A essere sinceri credo che questa sia una scusa di quelli che non hanno voglia di lavorare con i giovani. In questo caso credo si verifichi l’esatto opposto e non ci sono differenze tra giovani e meno giovani. Se trovi qualcosa che ti renda felice e ci vuoi investire il tuo tempo e le tue energie non ci sono barriere che tengano. I giovani il tempo ce lʼhanno e lavorano con passione quando vedono che stanno costruendo qualcosa di proprio con successo”.

Quando il sottomarino verrà completato i filmati dalle sue telecamere saranno trasmessi su Internet. Sperano anche che quando si dedicheranno a un nuovo progetto il sottomarino resti nelle mani dei ricercatori degli oceani.

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