Collaboratori dell'Istituto di studi storici del Centro di Ricerche Scientifiche dell’Università del Litorale. Foto: Matej Rodela
Inštitut za zgodovinske študije Znanstveno raziskovalnega središča Univerze na Primorskem

Dieci anni di ricerca del “laboratorio naturale”

Nel decennale della propria esistenza, l'Istituto di studi storici ha presentato l’insieme dei lavori pubblicati. L’Istituto è una delle colonne portanti del Centro di Ricerche Scientifiche dell’Università del Litorale.

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  • Dieci anni dell'Istituto di studi storici

Nella nostra area ad ogni passo ci si può imbattere in resti archeologici che hanno una grande valenza storica. Fino poco tempo fa però non c’era nessuno che avesse cercato e analizzato questi reperti. Questo vuoto è stato colmato dall'Istituto di studi storici, come ci spiega il direttore dellʼIstituto, il dr. Egon Pelikan: ”Dobbiamo dire che la nostra area non era affatto esplorata. Almeno non da parte degli storici. Tutto questo è cambiato negli ultimi anni con 40 studi solo negli ultimi 10 anni e ben 3 borsisti di Humboldt, che non sono poca cosa per un istituto piccolo come il nostro. Solo guardando la lista dei progetti in corso e che hanno collaborazioni con le più grandi università europee ci rendiamo conto che si tratta di progetti innovativi. Per farla breve, qui sul Litorale in questa città un poʼ addormentata comincia a succedere qualcosa e che da un contributo importante allo sviluppo della società. Ci troviamo in un ambiente naturale, luogo di incontro che può essere studiato in tutti i suoi periodi storici. Una volta scherzando ho detto che a un matematico basta un container climatizzato nella Silicon Valley o in qualche valle istriana per essere felice. Qui invece a ogni passo troviamo qualcosa che bisogna studiare”.

Danza macabra

Di recente è stato pubblicato uno studio sulla “Danza macabra”, gli affreschi che si trovano a Cristogle e Vermo. Lʼautore di questo libro è il dr. Tomislav Vignjevič: ”Questo libro rappresenta il culmine di dieci anni di ricerche svolte nel Litorale. È dedicato a entrambe le danze macabre dellʼIstria. Nellʼambito dellʼiconografia di questo motivo nel 15.secolo sono due gemme che sono state trascurate allʼinterno della storia dellʼarte. Questo motivo mi ha spinto ad analizzare questa tematica nella pittura Istriana nel periodo tardo gotico. Il risultato di questo lavoro ha portato alla pubblicazione di questo libro e a innumerevoli dibattiti”.

Eredità Ceca

I collaboratori dell’Istituto si occupano anche di tematiche che non sono molto conosciute ma che hanno avuto dei risvolti importanti per i luoghi dove viviamo. Lʼinfluenza della comunità Ceca a Trieste, che era la città più multiculturale dellʼex impero Asburgico, è stata oggetto di studio da parte del dottor Borut Klabjan che ha anche presentato il suo lavoro in una pubblicazione. Sulle cose che ci accomunano con i Cechi dice: ”Prima di tutto si tratta di una affinità di idee. Se pensiamo ai “tabor”, alle sale di lettura, all’idea di creare organizzazioni politiche, sono tutte cose che arrivano dalla Cechia. Dal 1848 in poi e dalla creazione delle nazioni moderne in poi numerosi singoli, anche a Trieste, hanno intravisto la possibilità di una crescita personale, sia essa politica, culturale ma sopratutto economica. È in quegli anni che Trieste diventa una delle città più interessanti dal punto di vista industriale, non solo dell’Impero ma anche dell’Europa tutta e del Mediterraneo. Allora Trieste era il secondo porto del Mediterraneo, dopo Marsiglia. A partire dal diciannovesimo secolo molte persone vengono a Trieste, tra loro anche Josef Ressel che svilupperà la sua elica proprio a Trieste e nel territorio del Litorale austriaco”.

Codici danteschi

Uno dei ricercatori più importanti dellʼistituto è Jože Pirjevec, che tra le sue varie pubblicazioni ha scritto anche il libro “Tito in tovariši” del quale ne sono state stampate 23.000 copie ed è stato tradotto in molte lingue europe. Lʼistituto ha anche pubblicato i codici danteschi, che ci mostrano come già molti secoli fa i nostri luoghi erano in contatto con tutta lʼEuropa. Al progetto ha collaborato anche Tilen Glavina: ”Perché i codici sono importanti per i nostri luoghi? Prima di tutto perché sono stati creati a Isola tra il 1395 e il 1399. Al mondo esistono duemila trascrizioni a mano della Divina Commedia. Come noto, il manoscritto originale di Dante non è stato ancora scoperto. Di questi duemila trascrizioni solo circa cento quelle corredate di commenti e di analisi del testo. I nostri due codici contengono uno dei più ampi e antichi commenti della Commedia e sono stati scritti da Benvenuto da Imola. Insieme a lui tra i primi critici della Divina Commedia si annoverano i figli di Dante, Jacopo e Pietro Alighieri. Dopo di loro seguono Boccaccio e Petrarca”.

Ricerca e insegnametno

Dietro a ogni libro si trova un progetto europeo ci dicono all’Istituto, dove si occupano della storia della parte occidentale della Slovenia dall’età antica al XX secolo, come ci spiega la dott.ssa Urška Železnik: ”C’è da dire che questi progetti sono molto diversi gli uni dagli altri in conseguenza degli interessi diversi dei ricercatori. Le tematiche vanno dalla storia politica del Litorale alla questione del confine e dei rapporti internazionali, dal rapporto tra città e campagna alla storia demografica e a quella sociale, dalla storia culturale e artistica alle tematiche dell’eredità culturale e della sua preservazione. LʼIstituto dalla propria fondazione nel 2004 annovera tre progetti che sono ancora in corso e diciotto progetti già conclusi. Alcuni di essi sono internazionali. A questi si aggiungono venti progetti bilaterali con i quali lʼistituto ha sviluppato le proprie relazioni internazionali. Questi progetti hanno coinvolto gli Stati Uniti dʼAmerica, Francia, Portogallo, Austria, Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Croazia e Serbia”.

In passato sono riusciti a travasare i risultati emersi dalle ricerche nelle attività pedagogiche. Due programmi di studio del vecchio ordinamento sono stati trasformati in tre programmi del Processo di Bologna. La maggior parte dei collaboratori dellʼIstituto sono anche coinvolti nei processi pedagogici in varie affiliate dellʼUniversità del Litorale, ci spiega la dottoressa Dragica Čeč: ”Abbiamo sviluppato questi programmi d’insegnamento perché ci rendiamo conto di dover offrire ai nostri studenti quante più possibilità di successo nel mercato del lavoro. Siamo orgogliosi in particolare di tutti i dottorati conseguiti e dei nostri studenti. Abbiamo sedici nuovi dottori in scienze che hanno conseguito il loro attestato in questa Università. Alcuni di essi hanno ricevuto anche premi universitari”.

“Bisogna aggiungere che questo Istituto non vive con soldi altrui ma si conquista i propri progetti sui mercati europei e sloveni. In breve, lʼIstituto devʼessere constantemente attivo per assicurarsi i mezzi necessari alla propria esistenza e alla continuità del lavoro”, aggiunge il dottor Pelikan. Anche questʼIstituto, come molti altri, si è trovato tra la neccessità di risparmiare e quella di dover far ricerca e di includere un numero sempre maggiore di giovani.

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